Cronistoria
Il fatto che si va a configurare e che ha portato alla costituzione del “COMITATO MONTE DEI CUCCHI” il comune di San Benedetto Val di Sambro (BO) e le sue frazioni (ca. 4000 abitanti), soprattutto Montefredente, Qualto, Madonna dei Fornelli, Castel dell’Alpi e Ca’ dei Santoni, nonché la frazione residenziale-turistica di Pian di Balestra, insieme a Valserena e Rioletta .
Quest’ultime tre sono caratterizzate dalla presenza di circa 150 seconde case di residenti a Bologna e provincia, ma anche a Firenze/Prato e provincia (per un totale di circa 200 famiglie). Circa una ventina di persone vi risiedono poi abitualmente.
La ditta AGSM S.p.A. - Verona ha presentato un progetto per la costruzione di un impianto eolico con 24 aerogeneratori (o pale eoliche) che verrebbero installati proprio in una zona di crinale e boscata del Comune, situata fra le frazioni sopracitate. Si tratta di 24 torri, alte 70 mt, con tripale del diametro complessivo di 53mt, per un totale di altezza di circa 100mt, che verrebbero installate sul crinale del Monte dei Cucchi. Questo impianto, se realizzato, sarà - dopo quello di Casoni di Romagna, appena inaugurato sempre da AGSM - il più grande del nord Italia.
Grande propugnatore è l’Assessore Provinciale all’Ambiente, Emanuele Burgin.
Prima di AGSM S.p.A., la società “apripista” è stata nel 2005 una certa Solaris S.n.c., che poi ha ceduto i diritti ad AGSM e ENECO g.e.i.e. di Livorno, delle quali è rimasta poi solo AGSM.
Il progetto è molto invasivo sotto tanti punti di vista (acustico, paesaggistico, ambientale, avi-faunistico, archeologico, turistico, ecc.), viene proposto in una zona boscata ricca di alberi di alto fusto (vedi foto aerea pale da progetto AGSM. Nota bene: il disboscamento che ci sarà per le piazzole e la strada di accesso non è presente) (faggi, abeti, pini) e popolata da molti animali selvatici, che verrebbe distrutta dall’installazione e dall’adeguamento della viabilità locale, scarsa o inesistente.
In questa stessa zona si trovano 3 villaggi turistico residenziali, uno dei quali fatto su una lottizzazione turistico-residenziale del Comune, stabilita con caratteristiche rispettose della natura che ora verrebbero ad essere disattese.
Le pale si troverebbero in alcuni casi veramente molto vicine (70-100mt) alle case e ai paesi, attaccate alle strade provinciali e vicinali, le uniche vie di collegamento su questi monti, trafficate.
LO STATO DELLA QUESTIONE
DICEMBRE 2007: qualcuno (che si scopre poi essere Franco Gianni, proprietario di una stazione radiantistica sul Monte dei Cucchi, operante fra l’altro per la Protezione civile) contatta la presidente dell’Associazione Monte Bastione sig.ra Lalla Vianelli (associazione che raduna da 20 anni molti proprietari della zona Pian di Balestra/Valserena/Rioletta) per informarla che ha avuto notizia di un progetto di installazione di pale eoliche sul monte dei Cucchi.
Chiede che Lei si informi presso il sindaco.
Il sindaco Gianluca Stefanini, contattato telefonicamente da Lalla (in mia presenza ndr), minimizza, dicendo che sì, qualcosa c’è in ponte, ma riguarda se mai la zona adiacente a Rongrino e strada dell’Angelo, lontane da Pian di Balestra di circa 1 chilometro (ma non poi molto, come si evince dalle carte del progetto AGSM).
Dice poi che il sindaco in sé può fare poco e che non c’entra molto, che sono semmai i proprietari dei terreni che, allettati dai canoni di affitto, si fanno convincere a cedere i terreni alle ditte installatrici. Aggiunge che ci vorrà del tempo perché la cosa si concretizzi, se si concretizzerà.
Pensiamo quindi ad un meccanismo tipo quello dei ripetitori dei telefonini, ma in realtà non sappiamo bene neanche noi come funziona. In sostanza… ci fidiamo di quel che ci viene detto.
Si sparge la voce fra di noi “del monte” non residenti, ma pare solo una voce.
14 DICEMBRE 2008: parte l’allarme. Un espropriando – proprietario già di seconda casa in Pian di Balestra, che ha acquistato un podere con un vecchio rudere che vuole ricostruire – avverte di aver ricevuto una lettera con avviso di esproprio di parte del suo podere sul crinale del monte dei Cucchi per l’installazione di tre pale eoliche (ma i terreni non dovevano prenderli in affitto?).
Ci attiviamo.
Io personalmente comincio a leggere comunicati stampa della Provincia, scopro che le pale sono in realtà non solamente 3, ma 24 e fanno parte di un più ampio progetto di AGSM Verona, con aerogeneratori tripala che verranno installati sopra torri alte 70 metri, così da raggiungere in tutto circa 100 metri, appoggiate su plinti di cemento armato di 15 mt di diametro, per fare i quali saranno sbancati i boschi e adeguate le strade per salire in quota. Una follia…
La stessa ditta sta ultimando “il più grande impianto eolico del nord Italia” a Casoni di Romagna (comuni di Monterenzio e Castel del Rio), dopo un iter che, coi ricorsi al Tar, è durato 500 giorni.
L’installazione di quello non è ancora finita, che AGSM si porta avanti, con la richiesta di VIA per questo altro impianto.
Il progetto è stato protocollato il 3.12.2007 e da tale data partono i 120 gg per la VIA della Provincia. In tale data sono anche partiti gli avvisi di apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, sia per la zona di installazione delle torri, che per quella relativa al cavidotto di 13km che porterebbe la corrente alla centrale di Grizzana Morandi.
C’è stata la prima Conferenza Servizi in Provincia il 13 (o 16) di gennaio.
Contatto persone del luogo contrarie all’impianto di lì e prendo le prime informazioni necessarie a procedere in questi casi.
Mi dicono che il parere dei sindaci conta, eccome, che è necessario fare informazione presso i cittadini residenti, che sicuramente sono all’oscuro. Per loro – che ci sono già passati – è un film già visto.
Anche mio padre ha una casa vicino al crinale, nessuno ci ha avvertito.
Allerto LIPU, ASOER, CNP (Comitato Nazionale Paesaggio) e Italia Nostra (con i quali sono in contatto continuo nelle persone di Oreste Rutigliano e Fabio Tinelli Roncalli), CAI.
Se la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) della Provincia sarà positiva, dopo 120 gg massimo dal 3/12/08 i lavori potranno partire.
Dopo un breve giro di telefonate, trovo in paese qualche altro soggetto di esproprio, che non sa bene il perché dell’esproprio stesso, non è informato più di tanto, ma non pare preoccuparsi.
Mi documento su internet, visiono il sito AGSM e i lavori di Casoni, cerco di saperne di più.
E’ Natale, sono giorni di neve sul Monte dei Cucchi. Sono lì per le festività, cerco informazioni nei paesi o presso chi conosco di residente. Nessuno sa niente.
Mi documento sul progetto, che prendo personalmente in comune a San Benedetto, lo scannerizzo, Lo faccio girare e parte una lettera al sindaco come Associazione Monte Bastione.
L’informazione latita.
In mezzo a mille difficoltà contatto i miei vicini, i più vicini alle pale, che sono lì in vacanza, li informo e prendo indirizzi.
GENNAIO 2009: il sindaco risponde per scritto, ci fissa un incontro per il 24/1.
Minimizza la situazione e dice che l’impianto, se si farà, non sarà così esteso, che lui ha messo dei “paletti” alla ditta (il bosco non si tocca, almeno 500 metri dalle case), ma a precisa domanda se ci sia in merito qualcosa di scritto, risponde di no. Abbiamo solo la sua parola.
Sembra vittima anche lui della situazione, che da parte sua cerca di arginare.
Qualche giorno dopo questi incontri informali, salta fuori una delibera (colpa nostra, non abbiamo buttato l’occhio in bacheca quando siamo andati in Comune per prendere il progetto): deliberata il 7 novembre, appesa al pubblico per i 15 giorni di legge dal 22/12 al 6/1 (guardacaso durante le feste), dalla quale emerge che è il comune che chiede ad AGSM che faccia un progetto per un impianto eoliche, di non più di 30 pale in una zona che indica, citando anche Pian di Balestra.
Ora ci è tutto più chiaro.
Vengo contattata da dei residenti e ci attiviamo per azione informativa con volantinaggio e simulazioni del progetto appese nei luoghi di ritrovo. La gente comincia a capire.
Organizziamo lettere di Osservazioni all’Ufficio VIA della Provincia, il termine anche se non tassativo è il 17/1 (naturalmente anche su questo ci avevano dato indicazioni fuorvianti).
Al momento ne sono state inviate circa un centinaio, ma altre sono in partenza, (alla fine ne sono arrivate circa 140. Moltissime persone - anche se in forma semplice- hanno scritto per far sentire la loro voce di dissenso in Provincia)
La gente che sa è per lo più inferocita, ma la Giunta pare non curarsene.
Il nostro prossimo passo è costituire un comitato raccogliendo le firme di chi non vuole l’impianto, ognuno ha i suoi motivi (vedi le lettere di osservazioni nella sezione Documenti di questo sito).
Elenco qui di seguito i più significativi:
ACUSTICO: è provato che le pale fanno rumore, udibile anche a chilometri di distanza e arrecando disturbo, spesso anche se i parametri del rumore prodotto rientrano nei limiti di legge (vedi misurazioni richieste a Scansano - GR).
Il problema non riguarda solo il rumore percepibile dall'orecchio umano, ma anche gli infrasuoni e gli ultrasuoni che .- anche se non udibili - provocano disturbi (cefalea, nausea, vertigine, tremori, tintinnio negli orecchi) denominati Wind Turbine Syndrome, scientificamente rilevati, che si stanno palesando presso persone che vivono in vicinanza ad impianti eolici in paesi che già da tempo li hanno installati (ad es. Giappone ed U.S.A, vedi in proposito i resoconti dettagliati sull'argomento).
Le osservazioni fatte dal professor Izumi Ushiyama, sul fatto che "le lamentele riguardo agli effetti nocivi dei suoni a bassa frequenza sono più comuni in Giappone che negli Stati Uniti o in Europa perché il paese è piccolo e densamente popolato" sono tanto più vere per un paese come l'Italia.
ARCHEOLOGICO: i lavori pesanti di sbancamento andrebbero a distruggere il tracciato della antica Flaminia Militare (vedi foto) che portava da Bologna ad Arezzo. AGSM, che dice di aver consultato la bibliografia in materia, ha messo pale e cavidotto proprio sul tracciato e per di più la pala 24 insiste sul ritrovamento di glarium di Predosa.
AMBIENTALE: forte impatto sull'ambiente, sia in fase di realizzazione dell'impianto (il monte verrebbe devastato dalle opere necessarie: strade, plinti, danni alle popolazioni che per mesi si troverebbero a convivere con macchinari di vario genere, molto inquinanti dal punto di vista delle emissioni - anche sonore) che in fase di funzionamento, a lavori ultimati, di ben 24 pale alte più di 70 m. (forte impatto visivo, danni a coloro che abitano in prossimità degli aerogeneratori, danni alla flora ed alla fauna, ecc.).
GEOLOGICO: non è stata assolutamente tenuta in conto la problematica frane: come si ricorderà la frana partita da questo monte ha dato origine al lago di Castel dell'Alpi.
FAUNISTICO: molti uccelli, specie rapaci, moriranno tritati dalle pale, è provato che ciò succede e in Spagna il Ministero dell’Ambiente ha chiesto la chiusura di alcuni impianti per questo motivo, nonostante gli studi preliminari all’installazione non avessero evidenziato questo problema.
TURISTICO: Il Comune di San Benedetto ha perpetrato questo evidente "inganno": dapprima ha incentivato in tutti i modi l'afflusso di residenti con seconde case nelle località di Montefredente, Qualto, Madonna dei Fornelli, Castel dell'Alpi, Pian dei Torli, Valserena, La Rioletta e Pian di Balestra (in molte di queste si sta ancora costruendo) e poi negli stessi luoghi ha pensato bene di installare LA CENTRALE EOLICA PIU' GRANDE DEL NORD ITALIA.
La realizzazione di questo impianto eolico è assolutamente in contrasto con la politica turistica, che si esaurirà ed anzi, si ridurrà (chi a suo tempo ha scelto queste montagne lo ha fatto proprio perché rappresentano un esempio di natura incontaminata a pochi minuti da due grandi città, Bologna e Firenze). Cosa succederebbe all'economia del Comune se tutti i villeggianti si astenessero per protesta dal servirsi di commercianti, artigiani, ristoratori, professionisti, ecc. della zona?
SALUTE PUBBLICA: le pale eoliche debbono essere costruite ad una distanza tale da non arrecare danni alla salute di chi abita nelle vicinanze. Riguardo al RUMORE (infrasuoni, suoni, ultrasuoni) ed alle INTERFERENZE ELETTROMAGNETICHE, i cui effetti provocano malattie di vario genere (si faccia una semplice ricerca su internet inserendo “rumore delle pale eoliche” per vedere apparire centinaia e centinaia di documenti al riguardo).
URBANISTICO: tutte le case situate nella zona dell’impianto subiranno di certo un grave deprezzamento.
Al momento gli incontri pubblici sono stati:
ASSEMBLEE DI FRAZIONE, dal 12/1 al 22/1, sempre alle ore 20,30.
Le prime sono andate deserte, anche perché la gente non sapeva che si sarebbe parlato di altro oltreché del bilancio, come avviene di solito. Dopo un articolo sul Carlino, in cui si dava informazione del progetto e delle date delle assemblee, la presenza dei residenti c’è stata e molto appassionata. I partecipanti erano praticamente tutti contrari a questo progetto.
INCONTRO COL SINDACO DEL 24/1 richiesto dall’Associazione Monte Bastione (per il resoconto, vedi sito dell’Associazione)
Da tale incontro sono emersi molti emendamenti che il sindaco presenterà quali osservazioni alla Provincia sul progetto AGSM
Il giorno 3/2 - quando Provincia ed AGSM terranno una Assemblea pubblica a San Benedetto - il Sindaco ci consegnerà la bozza della lettera che presenterà in Conferenza Servizi (finalmente qualcosa nero su bianco!).
Dice di avere l’ultima parola su concessione edilizia (non la darà se le sue modifiche non verranno accettate; “se non la diamo, non ci possono costringere, devono mandare un commissario…”) e autorizzazione paesaggistica (ma la procedura di VIA, se positiva, riteniamo potrebbe scavalcare la sua autorità in materia).
Se la VIA dovesse concludersi positivamente, temiamo che lui abbia al suo arco frecce molto spuntate, anche perchè l'ignoranza in merito al progetto che ci ha detto di avere sino a quando non è stato presentato (3/12) ha lasciato perplessi alcuni, specie quelli dell'AGSM, che dicono di non avere redatto un progetto a caso, ma che il Sindaco ne conosce benissimo i termini non da ora .....
Qualcuno ha intonato il peana (canta vittoria, insomma…) e dice che possiamo stare tranquilli, abbiamo avuto ciò che speravamo. Noi però non abbassiamo la guardia. Intanto aspettiamo "il compito" del sindaco, e c’è una frase che ci lascia perplessi: cosa significa quel che si legge in fondo all'avviso di esproprio che recita:
"si avverte sin d'ora che qualora la VIA si concludesse positivamente, quest'ultima comporterà autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio dell'impianto (ndr: dunque la concessione edilizia del comune si può scavalcare ?) e dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità delle opere e dei lavori ai sensi del D.Lgs. n.387/2003, con apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, e ove necessario, comporterà altresì variante agli strumenti urbanistici dei Comuni...." (dunque anche al vincolo paesaggistico? Ma l’ultima parola su tale vincolo in Emilia-Romagna a chi spetta?)
IN CONCLUSIONE
Io – lo ribadisco – ho una mia opinione in materia, ma non voglio convincere nessuno.
Voglio solo che i non residenti, ma soprattutto i residenti, cittadini del Comune di San Benedetto, sappiano cosa si sta preparando sulle loro terre, nei loro boschi e perché, sia esso un motivo ecologico (ma lo è davvero?) che economico (piuttosto sì).
Solo allora potranno decidere se essere a favore o contrari.
La maggioranza dei cittadini non sapeva niente, molti ancora devono essere informati, ritengono che si tratti di una decisione importante e dall’impatto invasivo sotto tanti punti di vista (acustico, paesaggistico, ambientale, avi-faunistico, archeologico, turistico, ecc.) e che l’informazione non sia stata sufficiente.
Molti ritengono che ci potrebbero essere altri modi per valorizzare la montagna ed avere degli introiti e che niente in tal senso è mai stato fatto.
Antonella Marchini, portavoce Comitato Monte dei Cucchi